Promessa dei Cavalieri di Gioiosa Marea – InGuardia

Cavalieri di Gioiosa Marea

Promessa

Siamo giunti a un momento di profonda riflessione, un punto di svolta che non è solo un traguardo, ma un nuovo inizio. Guardandoci indietro, vediamo tre anni di momenti ed emozioni, di dubbi trasformati in certezze e di una fratellanza che si è creata nel nome della fede. Oggi parliamo della Promessa dei Cavalieri, un gesto molto importante che rappresenta a pieno noi cavalieri.

Per noi, la Promessa non è mai stata un semplice rito di passaggio svuotato di significato. È stata, fin dal primo giorno, un impegno. In questi tre anni, ogni volta che ci siamo riuniti, abbiamo portato con noi il peso e la bellezza di quella parola data.

Il Primo Anno

È stato l'anno della scoperta, il momento in cui abbiamo capito che essere "Cavalieri" significava indossare un'armatura invisibile fatta di valori, umiltà. Durante questo primo anno abbiamo iniziato a conoscere nuove persone e abbiamo instaurato un rapporto più forte tra noi della stessa comunità.

Il Secondo Anno

Abbiamo affrontato le sfide della costanza. La Promessa ha iniziato a scavare dentro di noi, chiedendoci di non essere cristiani "della domenica", ma testimoni coraggiosi nella quotidianità. Durante questa, siamo andati in un posto particolare, mai fatta una promessa così: essendo l'anno del giubileo siamo andati a Roma. Non tutti abbiamo partecipato ma, da ciò che ci hanno riferito i compagni lì presenti, siamo convinti che sia stata un'esperienza indimenticabile.

Il Terzo Anno

È l'anno della maturità e della consapevolezza. Questa nostra ultima esperienza ci ha portato emozioni e legami sempre più forti; la consapevolezza del grande passo che stavamo facendo per la terza volta ci ha consentito di vivere a pieno ogni momento di questa nostra ultima promessa da cavalieri.

Al centro del nostro incontro c'è il desiderio di riconfermare il nostro essere cristiani. Riconfermare la fede attraverso la Promessa dei Cavalieri significa:

  • Scegliere di nuovo Dio: non per abitudine, ma per amore.
  • Rivendicare la nostra identità: portare i valori del Vangelo nelle nostre famiglie, nelle scuole e nei luoghi in cui stiamo.
  • Solidarietà: riconoscersi membra di un unico corpo, pronti a sostenere il fratello che ha bisogno.

In questo importante gesto non camminiamo da soli. La figura del Santo a cui ci affidiamo è per noi un riferimento fisso. In questo gesto di affidamento, riconosciamo di aver bisogno di un modello, di un "fratello maggiore" che ha già percorso la strada della santità e che ora intercede per noi.

Ogni Cavaliere sa che, nel momento del bisogno, può guardare a questo esempio luminoso per ritrovare la forza di rispettare la parola data. Il Santo non è una figura distante, ma un compagno di viaggio che protegge il nostro gruppo e ispira le nostre azioni.

Oggi, dopo tre anni di cammino, la nostra Promessa risuona più forte che mai. Non è un atto conclusivo, ma una rinnovata alleanza. Siamo Cavalieri non perché siamo perfetti, ma perché abbiamo scelto di camminare verso la Luce, affidandoci alla Grazia e sostenendoci a vicenda.

Speriamo che questo gesto, ripetuto, continui a trasformare le nostre vite, rendendoci sempre fedeli, sempre pronti, sempre Cavalieri.

A cura di

Noemi Natoli, Gaia Lupica, Giulia Calabrese